Chi cerca informazioni sul riordino delle carriere della Polizia di Stato per il 2026 si trova davanti a un problema di metodo prima ancora che di contenuti: distinguere ciò che è già scritto in un atto normativo da ciò che resta annuncio, bozza o richiesta sindacale. La differenza non è formale. Da un lato ci sono decreti pubblicati e applicabili, dall’altro documenti che possono cambiare o non arrivare mai.
Questo articolo fa il punto su quali provvedimenti risultano effettivamente pubblicati, quali numeri di organico spiegano perché il tema torna ciclicamente, e come verificare in autonomia se un nuovo riordino è entrato in vigore. È il tipo di verifica che conviene fare prima di impostare la preparazione a un concorso pubblico o interno.
Che cosa si intende per riordino delle carriere
Il riordino delle carriere è un insieme di modifiche legislative e normative che riorganizzano la struttura gerarchica, le qualifiche e i percorsi di progressione del personale della Polizia di Stato. In alcuni casi tocca anche gli aspetti retributivi.
L’obiettivo dichiarato di questi interventi è adeguare l’organizzazione alle esigenze operative, migliorare l’efficienza e rendere l’avanzamento più equo e meritocratico. Nella pratica si traduce in regole nuove su chi può accedere a una qualifica, con quali anzianità e attraverso quale procedura.
Un punto che i candidati sottovalutano spesso: un riordino non si esaurisce con il decreto iniziale. L’attuazione può richiedere aggiornamenti e correttivi successivi, ed è esattamente quello che è successo con l’intervento del D.Lgs. 172/2019 sul D.Lgs. 95/2017. Chi legge solo il testo originario rischia di lavorare su una fotografia superata.
Va aggiunto che il giudizio sui risultati non è unanime. Secondo la UIL Polizia, i provvedimenti adottati si sono dimostrati inadeguati rispetto agli obiettivi prefissati e alle aspettative del personale, in particolare degli appartenenti al ruolo agenti e assistenti.
Che cosa ha stabilito il D.Lgs. 95/2017
Il D.Lgs. 95/2017 ha introdotto la revisione dei ruoli del personale delle Forze di polizia. È stato l’intervento organico più rilevante sull’ordinamento della Polizia di Stato dopo la Legge n. 121/81, accompagnato secondo l’ANFP da uno stanziamento finanziario significativo per i primi due anni.
Sul ruolo ispettori il decreto ha riscritto la struttura su cinque qualifiche, fino al sostituto commissario. È la configurazione che ancora oggi orienta la progressione di carriera di chi entra come vice ispettore.
Contestualmente, il ruolo direttivo speciale è stato abrogato a partire dal 7 luglio 2017. Sempre secondo l’ANFP, l’accesso alla qualifica di vice questore aggiunto è stato aperto nell’immediato, anche in soprannumero, a tutti i commissari capo e alle qualifiche equiparate del ruolo tecnico e professionale in servizio alla data di entrata in vigore del decreto; a regime, l’ammissione allo scrutinio per merito comparativo per la promozione a vice questore aggiunto è riservata ai commissari capo con almeno sei anni di effettivo servizio nella qualifica.
Tutto questo, va detto con chiarezza, è contenuto dell’atto del 2017. Non è contenuto di un nuovo riordino 2026 o 2027.

Quali correttivi risultano già pubblicati
Il D.Lgs. 172/2019 contiene disposizioni integrative e correttive del D.Lgs. 95/2017 in materia di revisione dei ruoli delle Forze di polizia. Il suo Capo I riguarda specificamente le modifiche alla revisione dei ruoli del personale della Polizia di Stato.
Il decreto porta la data del 27 dicembre 2019 ed è stato pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 29 del 5 febbraio 2020. Come sottolinea il COISP, da quel momento i secondi correttivi al riordino del 2017 sono legge e vanno applicati.
Questo è un buon esempio di come funziona la catena normativa: proposta, decreto, pubblicazione, applicazione. Finché non c’è pubblicazione ufficiale, non c’è obbligo per nessuno. E il D.Lgs. 172/2019, essendo un atto del 2019 pubblicato nel 2020, non documenta da solo un nuovo riordino delle carriere per il 2026 o per il 2027.
Come si presentano oggi i percorsi di progressione
I correttivi hanno ridisegnato in più punti le modalità di accesso alle qualifiche. La tabella seguente riepiloga la configurazione del ruolo ispettori così come risulta dalle disposizioni aggiornate, distinguendo le voci confermate da quelle modificate.
| Vice Ispettore/ Vice Ispettore Tecnico | Modifica: a) in misura non superiore al sessanta (60) per cento e non inferiore al cinquanta (50) per cento dei posti disponibili al 31 dicembre di ogni anno, mediante pubblico concorso, per titoli ed esami, consistenti in una prova scritta ed un colloquio … Un sesto dei posti è riservato agli appartenenti al ruolo dei sovrintendenti in possesso del prescritto titolo di studio; b) in misura non superiore al cinquanta (50) per cento e non inferiore al quaranta (40) dei posti disponibili al 31 dicembre di ogni anno, mediante concorso interno per titoli ed esami, consistente in una prova scritta e in un colloquio, riservato al personale della Polizia di Stato che espleta funzioni di polizia in possesso oltre che, alla data del bando che indìce il concorso, di un’anzianità di servizio non inferiore a cinque (5) anni |
| Ispettore/ Ispettore Tecnico | Confermato: si consegue a ruolo aperto, mediante scrutinio per merito assoluto, al quale è ammesso il personale con qualifica di vice ispettore che abbia compiuto almeno due (2) anni di effettivo servizio |
| Ispettore Capo/ Ispettore Capo Tecnico | Modifica: si consegue a ruolo aperto mediante scrutinio per merito assoluto, al quale è ammesso il personale con la qualifica di Ispettore, che abbia compiuto almeno sei (6) anni di effettivo servizio |
| Ispettore Superiore S.U.P.S./Ispettore Superiore Tecnico | Modifica: si consegue, a ruolo aperto, mediante scrutinio per merito comparativo al quale è ammesso il personale avente una anzianità di otto (8) anni di effettivo servizio nella qualifica di Ispettore Capo del ruolo ordinario in possesso di titolo di studio previsto dall’art. 5-bis del D. Lgs. 334/2000, mentre per il ruolo tecnico delle lauree triennali o delle lauree magistrali o specialistiche da indicarsi con decreto del Ministro dell’Interno, nell’ambito di quelle individuate con decreto del Ministro dell’istruzione, università e ricerca 22/10/2004 n. 270 |
| Sost. Commissario/Sost. Commissario Tecnico | Confermato: si consegue, nel limite dei posti disponibili al 31 dicembre di ogni anno, mediante scrutinio per merito comparativo, al quale è ammesso il personale con la qualifica di ispettore superiore che abbia compiuto almeno otto (8) anni di effettivo servizio |
| Sost. Comm. Coord./Sost. Comm. Tecnico Coord. | Confermato: È attribuita la denominazione di “coordinatore” ai sostituti commissari che maturano quattro anni di effettivo servizio nella qualifica. |
Da qui si ricava la risposta a una delle domande più frequenti: da ispettore capo a ispettore superiore servono otto anni di effettivo servizio nella qualifica, oltre al titolo di studio richiesto. Il passaggio successivo a sostituto commissario richiede altri otto anni, e la denominazione di sostituto commissario coordinatore arriva dopo ulteriori quattro anni.
L’accesso al ruolo sovrintendenti
Il ruolo sovrintendenti segue una logica diversa, con una quota maggioritaria riservata alla selezione interna per merito comparativo.
| Vice Sovrintendente/ Vice Sovrintendente Tecnico | Modifica: a) nel limite del settanta per cento dei posti disponibili al 31 dicembre di ogni anno, mediante selezione effettuata con scrutinio per merito comparativo e superamento di un successivo corso di formazione professionale, della durata non superiore a tre mesi, espletato anche con modalità telematiche, riservato agli assistenti capo, individuati, in ordine di ruolo, nell’ambito delle domande presentate in un numero non superiore al doppio dei posti disponibili; b) nel limite del restante trenta per cento dei posti disponibili al 31 dicembre di ogni anno, mediante concorso, espletato con modalità telematiche, per titoli ed esame, consistente in risposte ad un questionario tendente ad accertare prevalentemente il grado di preparazione professionale, soprattutto a livello pratico ed operativo, e successivo corso di formazione professionale, della durata non superiore a tre mesi, espletato anche con modalità telematiche, riservato al personale del ruolo degli agenti e assistenti che abbia compiuto almeno quattro anni di effettivo servizio |
| Sovrintendente/ Sovrintendente Tecnico | Modifica: La promozione alla qualifica di sovrintendente si consegue a ruolo aperto mediante scrutinio per merito assoluto al quale sono ammessi i vice sovrintendenti che abbiano compiuto quattro (4) anni di effettivo servizio nella qualifica |
| Sovrintendente Capo/ Sovrintendente Capo Tecnico | Confermato: La promozione alla qualifica di sovrintendente capo si consegue a ruolo aperto mediante scrutinio per merito assoluto al quale sono ammessi i sovrintendenti che abbiano compiuto cinque (5) anni di effettivo servizio nella qualifica. |
| Sov. Capo Coordinatore/ Sov. Capo Tecnico Coord. | Modifica: ai sovrintendenti capo, che maturano sei (6) anni di effettivo servizio nella qualifica, possono essere affidati, anche permanendo nello stesso incarico, compiti di maggiore responsabilità la denominazione di “coordinatore” |
Un dettaglio che riguarda direttamente chi guarda al vice sovrintendente: il 70% dei posti passa dalla selezione per merito comparativo riservata agli assistenti capo, mentre il 30% resta a un concorso per titoli ed esame aperto al personale del ruolo agenti e assistenti con almeno quattro anni di servizio.

Perché se ne riparla: dotazione organica e deficit
Il tema torna ciclicamente per una ragione numerica. Riportati dall’ANFP, la dotazione organica prevista per la Polizia di Stato al 31 dicembre 2024 è di 109.271 unità, a fronte di un deficit organico stimato di 11.340 unità, pari a circa il 10%.
Lo squilibrio non è distribuito in modo uniforme. Circa il 36% del deficit complessivo è imputabile al ruolo degli ispettori e circa il 36% al ruolo dei sovrintendenti. Attenzione a come si legge il dato: indica la quota del deficit totale, non il tasso di scopertura del singolo ruolo.
Sul fronte opposto, i ruoli degli agenti e degli assistenti risultano in eccedenza di circa l’8%. È questa asimmetria, personale in eccesso alla base e vuoti nei ruoli intermedi, che alimenta la richiesta di ulteriori interventi ordinamentali.
Va segnalata una divergenza tra le fonti. Secondo la FSP Polizia, si parla di una carenza di circa 8.000 unità nel ruolo degli ispettori, un valore che non trova riscontro nelle altre fonti disponibili e che appare sovrastimato rispetto al quadro ripartito del deficit. Il dato costruito sulla dotazione organica al 31 dicembre 2024 resta il riferimento più solido.
Che cosa risulta oggi su un riordino annunciato per il 2026
Qui sta il punto centrale per chiunque cerchi il “riordino carriere Polizia di Stato 2026”. Non risulta emanato alcun atto normativo ufficiale da citare per un nuovo riordino delle carriere riferito all’anno in corso.
L’assenza di un provvedimento legislativo specifico è di per sé l’informazione principale. Discussioni, bozze e proposte non costituiscono modifiche legislative concrete e verificabili. Il Movimento Poliziotti Democratici e Riformisti, ad esempio, ha pubblicato una bozza relativa a una proposta di riforma delle carriere avanzata dal Dipartimento della Pubblica Sicurezza:
Pubblichiamo la bozza Ufficiale relativa alla proposta di riforma delle carriere avanzata dal dipartimento della Pubblica Sicurezza su cui riteniamo sia indispensabile una vostra attenta valutazione.
Una bozza resta una bozza. Di conseguenza non è possibile attribuire a un ipotetico riordino 2026 o 2027 date certe, contenuti definitivi o aumenti retributivi, perché nessun atto verificato li documenta. Lo stesso vale per il 2027: non compare un provvedimento ufficiale che introduca un nuovo riordino per quell’anno.
Come distinguere una richiesta sindacale da un atto in vigore
Le sigle sindacali producono un flusso costante di documenti. Molti sono lettere indirizzate al Governo, proposte di proroga o richieste di correttivi. Sono legittimi e spesso ben documentati, ma non hanno valore normativo.
Un esempio concreto: la FSP ha inviato al Ministro dell’Interno una lettera per sollecitare il varo del previsto decreto-legge “Forze di Polizia”. Nel testo si legge la richiesta di intensificare l’impegno in seno all’Esecutivo affinché il provvedimento veda la luce, con interventi giudicati indifferibili e a basso impatto sulla finanza pubblica.
Nella stessa lettera, la proroga della fase transitoria del riordino del 2017 fino al 2029 è presentata come misura richiesta, non come data di entrata in vigore di un nuovo riordino. La proposta prevede di sospendere il vincolo che impone di attribuire tramite concorso pubblico il cinquanta per cento dei posti disponibili per l’accesso al ruolo ispettori, liberando così migliaia di posti in più per i concorsi interni per ispettore e, a cascata, per quelli per sovrintendente.
Il criterio operativo è semplice: per stabilire che un riordino è in vigore occorre passare dalla proposta o dall’annuncio all’atto normativo specifico e alla sua pubblicazione ufficiale. Tutto ciò che sta prima è materiale di lavoro, non regola applicabile.
Il caso dei concorsi straordinari per ispettore superiore
Su questo punto le fonti divergono tra loro, il che è un buon esempio di quanto sia rischioso fermarsi alla prima notizia trovata. Secondo il SIULP, in relazione al decreto-legge organizzativo del Ministero dell’Interno e delle Forze di polizia, è previsto un concorso straordinario per ispettore superiore da 1.800 posti nel 2026 e un secondo da 2.400 posti nel 2027.
Circolano cifre diverse, riferite a versioni precedenti delle proposte. Prima di considerarle acquisite, conviene attendere il testo pubblicato: solo il bando fisserà posti, requisiti e scadenze effettive. Per il conseguimento della qualifica di ispettore superiore, la fase transitoria del riordino aveva previsto che fino al 2026 non fosse richiesto il possesso della laurea triennale o di titolo superiore, elemento che spiega la centralità della questione proroga.

Come verificare, edizione per edizione, se un nuovo riordino è in vigore
La verifica parte sempre dallo stesso punto: cercare uno specifico decreto legislativo, una legge o una circolare ministeriale che modifichi la struttura e l’organizzazione del personale della Polizia di Stato. Se non esiste un atto identificabile con numero e data, non esiste il riordino.
La Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana è la fonte primaria per verificare la pubblicazione degli atti normativi. È lì che il D.Lgs. 172/2019 è diventato applicabile, ed è lì che andrà cercato qualsiasi provvedimento futuro.
Accanto alla fonte primaria conviene controllare le sezioni normative del sito del Ministero dell’Interno, del Dipartimento della Pubblica Sicurezza e delle singole forze di polizia. Le comunicazioni di fonti associative autorevoli, come l’ANFP, offrono di solito aggiornamenti tempestivi e analisi dettagliate, utili per capire la portata pratica di una modifica.
Un’ultima precauzione: lo stato attuale dei ruoli non si ricava direttamente dalla riforma del 2017, ma dall’elenco delle qualifiche in vigore e dagli aggiornamenti successivi. L’elenco aggiornato è consultabile nella pagina dedicata ai gradi della Polizia di Stato.
Che cosa cambia oggi per chi prepara il concorso
Per chi sta studiando, la risposta è meno drammatica di quanto suggeriscano molti titoli. La riforma del 2017 e le modifiche ai ruoli non incidono direttamente sulla preparazione dei concorsi in corso o di prossima emanazione, se non per la definizione delle qualifiche e dei percorsi di carriera futuri.
Il riordino riguarda soprattutto il riordino interno delle carriere del personale già in servizio, con nuove qualifiche e criteri di avanzamento modificati. Le future edizioni dei concorsi ne terranno conto nella definizione dei posti disponibili e delle progressioni previste, ma il bando resta il documento che governa la singola procedura.
In concreto: requisiti di partecipazione, prove d’esame e modalità si leggono nel bando ufficiale, non negli annunci sul riordino. Chi sostituisce il testo del bando con notizie di seconda mano rischia di studiare su un perimetro sbagliato.
Il passo successivo più utile è impostare una routine di verifica: controllare la Gazzetta Ufficiale e le pagine istituzionali quando esce una notizia di riordino, individuare l’eventuale numero di decreto e leggere il Capo dedicato alla Polizia di Stato. In assenza di quell’atto, la preparazione resta quella indicata dal bando in vigore.

Domande frequenti
Che cos’è il riordino delle carriere nella Polizia di Stato?
È l’insieme delle modifiche legislative e normative che riorganizzano ruoli, qualifiche e percorsi di progressione del personale. La sua attuazione può essere accompagnata da aggiornamenti e correttivi successivi, come è accaduto tra il 2017 e il 2019.
Che cosa ha stabilito il D.Lgs. 95/2017 per il ruolo degli ispettori?
Ha riscritto il ruolo degli ispettori su cinque qualifiche, fino al sostituto commissario, e ha abrogato il ruolo direttivo speciale dal 7 luglio 2017. Sono contenuti dell’atto del 2017, non di un nuovo riordino 2026 o 2027.
Quali sono le novità previste per il nuovo riordino delle carriere nel 2026?
Non risulta un atto normativo ufficiale che formalizzi un nuovo riordino per il 2026. Discussioni, bozze e proposte non permettono di attribuire a tale riordino date, contenuti o aumenti verificati.
C’è un riordino delle carriere per il 2027?
Nel materiale verificato non risulta un atto ufficiale che documenti un riordino delle carriere della Polizia di Stato per il 2027. Per aggiornare la risposta bisogna verificare la pubblicazione di un nuovo decreto legislativo o di una legge.
Quali sono le novità per il riordino delle carriere nelle Forze di polizia nel 2026?
Per il perimetro della Polizia di Stato le fonti non documentano un nuovo atto del 2026. Gli atti individuabili restano il D.Lgs. 95/2017 e il successivo D.Lgs. 172/2019: richieste e annunci non equivalgono a una norma vigente.
Quali sono le previsioni del decreto sulla Polizia di Stato per il 2026?
Una lettera della FSP sollecita il varo di un decreto-legge “Forze di Polizia”, ma una richiesta sindacale non è la pubblicazione dell’atto. Per conoscere contenuti effettivamente applicabili occorre attendere e verificare il testo normativo ufficiale.
Quando esce il nuovo concorso in Polizia nel 2026?
Le fonti sul riordino non fissano la data di pubblicazione di un nuovo bando. Per requisiti, prove, posti e scadenze bisogna consultare esclusivamente il bando ufficiale della procedura interessata.
Come si verifica se un nuovo riordino delle carriere è entrato in vigore?
Bisogna individuare il decreto legislativo, la legge o la circolare ministeriale che modifica l’ordinamento e controllarne la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Utile affiancare il monitoraggio dei siti del Ministero dell’Interno, del Dipartimento della Pubblica Sicurezza e delle fonti associative autorevoli.
Che cosa cambia oggi per chi prepara il concorso?
Il riordino non sostituisce il bando e non modifica direttamente la preparazione dei concorsi in corso o di prossima emanazione. Il candidato deve concentrarsi su requisiti specifici, programma d’esame e modalità indicate nella documentazione ufficiale.
Fonti
- Riordino delle carriere e riforma di sistema – ANFP
- D.Lgs. 27 dicembre 2019, n. 172 – Normattiva
- I secondi correttivi al riordino delle carriere sono legge – COISP
- Decreto-legge organizzativo del Ministero dell’Interno e delle Forze di polizia – SIULP
- Previsto decreto-legge “Forze di Polizia”, lettera al Ministro dell’Interno – FSP Polizia
- Dotazioni organiche della Polizia di Stato, Atto del Governo n. 119 – Senato della Repubblica
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