Chi cerca i reparti della Polizia di Stato vuole in genere due cose: capire come è fatta l’organizzazione e sapere che cosa fa ciascuna struttura. Sono domande diverse, e vale la pena separarle subito da una terza: come si entra in un reparto. Perché su quest’ultimo punto la logica è meno intuitiva di quanto sembri.
Questa guida ricostruisce la mappa su tre piani: il livello centrale, quello territoriale delle Questure e quello specialistico delle specialità e dei reparti dedicati. È una lettura utile a chi si informa sull’istituzione e a chi valuta un futuro nella Polizia di Stato, perché evita l’errore più comune: confondere l’assegnazione d’impiego con la porta d’ingresso.
Secondo la scheda pubblicata su Wikipedia in italiano, nel 2024 il personale della Polizia di Stato ammontava a 92.687 unità. Il corpo è attivo dall’11 luglio 1852 come Corpo delle guardie di pubblica sicurezza e ha assunto l’attuale forma di forza di polizia a ordinamento civile con la riforma del 1981.
Chi comanda cosa: Dipartimento, Capo della Polizia e questore

Al vertice dell’organizzazione si trova il Dipartimento della Pubblica Sicurezza, struttura centrale dell’Amministrazione della pubblica sicurezza istituita ai sensi dell’articolo 4 della legge 121/1981. Il Ministero dell’Interno indica tra le sue funzioni il coordinamento tecnico-operativo delle Forze di Polizia, la direzione e l’amministrazione della Polizia di Stato e la gestione dei supporti tecnici.
Al Dipartimento è preposto un prefetto con le funzioni di Capo della Polizia e direttore generale della pubblica sicurezza. Gli sono affiancati tre vice direttori generali: uno per le funzioni vicarie, uno per il coordinamento e la pianificazione, uno con la responsabilità della Direzione Centrale della Polizia Criminale. La struttura interna si articola in Direzioni centrali e Uffici di pari livello, anche a carattere interforze.
Il livello provinciale ha un riferimento preciso. Il Questore è l’autorità provinciale di pubblica sicurezza ai sensi dell’art. 14 della legge 121/1981, dirige la Questura e assicura l’unità di indirizzo e l’efficienza degli uffici che ne dipendono. Nel comune capoluogo esercita anche le funzioni di autorità locale di pubblica sicurezza.
| Attributo | Valore |
|---|---|
| Stato | Italia |
| Organizzazione | Governo italiano |
| Tipo | Dipartimento del Ministero dell’interno |
| Suddivisioni | Questure, Commissariati di pubblica sicurezza |
| Capo | Vittorio Pisani |
| Vice | Carmine Belfiore, Raffaele Grassi, Giancarlo Di Vincenzo |
| Sede | Palazzo del Viminale |
| Indirizzo | Piazza del Viminale, 1 – 00184 Roma |
La rete territoriale: Questure, Commissariati e uffici periferici
In ogni capoluogo di provincia esiste una Questura, l’ufficio territoriale più conosciuto della Polizia di Stato. Le sedi di particolare rilevanza sono dirette da Dirigenti generali di pubblica sicurezza, le altre da Dirigenti superiori con funzioni di Questore. In caso di assenza o impedimento, il vicario ne assume le funzioni.
La struttura interna non è identica ovunque. Cambia in base alla grandezza della città, alle sue caratteristiche e alla presenza di fenomeni criminali più complessi o radicati: modelli organizzativi differenti rispondono a esigenze operative differenti. In genere sono presenti due Divisioni, quella di Polizia anticrimine e quella di Polizia amministrativa e sociale, dalle quali dipendono altri uffici a seconda del livello della Questura.
Accanto a queste divisioni una Questura può comprendere l’Ufficio di Gabinetto, l’Ufficio del personale, l’Ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico, la DIGOS, la Squadra Mobile, l’Ufficio amministrativo-contabile e l’Ufficio sanitario.
Il Commissariato di pubblica sicurezza è l’anello successivo: dipende dalla Questura e ne riproduce lo schema organizzativo in scala ridotta. La sua presenza è destinata soprattutto ai centri urbani più grandi o strategici, dove serve un presidio stabile che non coincida con il capoluogo.
Squadra Volante e pronto intervento
Dentro l’Ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico opera la struttura più visibile per il cittadino, quella del pronto intervento.
| Ambito | Funzioni principali |
|---|---|
| Pronto intervento | Intervento immediato su chiamata 112 per segnalazioni di reato, litigi, incidenti, emergenze. |
| Prevenzione | Pattugliamento dinamico del territorio per prevenire furti, rapine, aggressioni e altri reati. |
| Soccorso pubblico | Assistenza ai cittadini in difficoltà, gestione di situazioni critiche o di pericolo. |
| Supporto ad altri uffici | Primo intervento in attesa dell’arrivo di reparti investigativi o specializzati (Mobile, DIGOS ecc.). |
Le divisioni della Questura: Squadra Mobile, DIGOS, Divisione Anticrimine
L’art. 32 della legge 121/1981 individua nella Questura tre articolazioni fondamentali. Sono i tre nomi che ricorrono più spesso nelle cronache, ed è utile distinguerli con precisione perché i loro perimetri non si sovrappongono.
La Squadra Mobile è l’articolazione investigativa provinciale. Le Squadre Mobili sono 106, una per ciascun capoluogo di provincia, con dipendenza funzionale dal Servizio Centrale Operativo. Il loro campo comprende criminalità comune, reati gravi contro la persona, narcotraffico e indagini sulla criminalità organizzata.
| Ambito | Funzioni principali |
|---|---|
| Criminalità comune | Indagini su furti, rapine, estorsioni, sequestro di persona, ricettazione. |
| Reati gravi | Omicidi, tentati omicidi, violenze sessuali, lesioni gravissime. |
| Narcotraffico | Contrasto allo spaccio e al traffico di stupefacenti a livello provinciale e interprovinciale. |
| Criminalità organizzata | Indagini su clan mafiosi, camorra, ‘ndrangheta in coordinamento con il Servizio Centrale Operativo. |
La DIGOS, Divisioni Investigazioni Generali e Operazioni Speciali, si occupa della prevenzione e della repressione dei reati collegati all’estremismo politico e al terrorismo.
| Ambito | Funzioni principali |
|---|---|
| Sicurezza dello Stato | Monitoraggio di gruppi estremisti, eversivi, organizzazioni a rischio. |
| Antiterrorismo | Raccolta informazioni, prevenzione e repressione del terrorismo interno e internazionale. |
| Ordine pubblico sensibile | Gestione di manifestazioni politiche, sindacali, eventi a rischio scontro. |
| Tifoserie organizzate | Monitoraggio di gruppi ultras e prevenzione di episodi di violenza sportiva. |
La terza articolazione è la Divisione Anticrimine, che gestisce le misure di prevenzione e i patrimoni illeciti, contribuendo all’analisi e al contrasto dei fenomeni criminali. Il suo lavoro precede o accompagna quello investigativo, senza sostituirlo.
Le quattro specialità della Polizia di Stato
Le specialità tradizionalmente indicate sono quattro: Polizia Stradale, Polizia Ferroviaria, Polizia di Frontiera e Polizia Postale e per la Sicurezza Cibernetica. Ognuna presidia un ambito operativo con propri uffici periferici, distribuiti in modo capillare sul territorio nazionale.
Polizia Stradale
La Polizia Stradale si occupa del controllo e della regolazione della mobilità su strada. I suoi compiti sono individuati all’art. 11 del Codice della Strada, il decreto legislativo 30 aprile 1992 n. 285 e successive modifiche: prevenzione del fenomeno infortunistico, rilevazione degli incidenti stradali, accertamento delle violazioni in materia di circolazione.
A queste attività si aggiungono i servizi di scorta per la sicurezza della circolazione, i servizi diretti alla regolazione del traffico, la tutela e il controllo dell’uso del patrimonio stradale, il concorso nelle operazioni di soccorso e la collaborazione alla rilevazione dei flussi di traffico.
Sugli ordini di grandezza, il Ministero dell’Interno indica circa 10.000 unità impiegate, con una media di circa 1.200 pattuglie giornaliere e una rete autostradale vigilata di circa 8.000 km. Sono cifre arrotondate, utili a capire la scala dell’impegno.
| Ambito | Funzioni principali |
|---|---|
| Prevenzione incidenti | Controlli su velocità, uso di cinture, guida in stato di ebbrezza o sotto stupefacenti. |
| Gestione sinistri | Rilievi di incidenti stradali e ricostruzione della dinamica. |
| Controllo trasporti | Verifica di mezzi pesanti, trasporto merci pericolose, rispetto dei tempi di guida. |
| Scorte | Scorte a trasporti eccezionali o particolarmente sensibili. |
Polizia Ferroviaria
Attiva dal 1907, la Polizia Ferroviaria presidia il sistema ferroviario. Il Ministero dell’Interno riporta 3.900 operatori distribuiti in 15 compartimenti, 17 sezioni, 23 sottosezioni e 121 posti di Polizia Ferroviaria, per una copertura che riguarda 2.200 stazioni e 16.800 km di linee.
| Ambito | Funzioni principali |
|---|---|
| Sicurezza nelle stazioni | Presenza preventiva contro furti, aggressioni, degrado e attività illecite. |
| Controlli sui treni | Verifica documenti, vigilanza durante il viaggio, intervento in caso di reati a bordo. |
| Gestione emergenze | Intervento in caso di incidenti ferroviari, evacuazioni, situazioni di pericolo. |
| Immigrazione irregolare | Contrasto ai flussi illegali che utilizzano la rete ferroviaria. |
Polizia di Frontiera
La Polizia di Frontiera presidia i punti di accesso al territorio nazionale ed è organizzata in 8 Zone di Polizia di Frontiera, che coordinano il controllo delle frontiere terrestri, marittime e aeree. Opera nei porti e negli aeroporti con un raggio d’azione che non si esaurisce nella verifica dei titoli di viaggio.
Polizia Postale e per la Sicurezza Cibernetica
La denominazione corretta oggi è Polizia Postale e per la Sicurezza Cibernetica: l’espressione Polizia delle Comunicazioni appartiene alla fase precedente. La specialità è dedicata alla sicurezza nel cyberspazio e al contrasto dei reati informatici, dalla pedopornografia online agli attacchi alle infrastrutture critiche, dal financial cyber crime alle minacce di matrice terroristica.
La rete territoriale conta 18 Centri Operativi per la Sicurezza Cibernetica e 82 Sezioni Operative. A questi si aggiungono due strutture specialistiche: il CNAIPIC, Centro Nazionale Anticrimine Informatico per la Protezione delle Infrastrutture Critiche, e il CNCPO.
| Ambito | Funzioni principali |
|---|---|
| Cybercrime | Indagini su hackeraggio, accessi abusivi, attacchi informatici a sistemi e reti. |
| Truffe online | Contrasto a phishing, frodi informatiche, clonazione carte, raggiri telematici. |
| Pedopornografia online | Indagini e operazioni contro la diffusione di materiale illegale in rete. |
| Infrastrutture critiche | Protezione delle infrastrutture informatiche sensibili attraverso il CNAIPIC. |
Polizia Scientifica: il supporto tecnico-investigativo

Attiva dal 1902, la Polizia Scientifica è l’articolazione tecnico-investigativa dedicata ai rilievi, alle analisi forensi e al supporto alle indagini. I suoi laboratori sono accreditati secondo la norma internazionale ISO/IEC 17025.
Sul piano territoriale, il portale della Polizia di Stato indica per il Servizio Polizia Scientifica 14 Gabinetti Interregionali e Regionali, 89 Gabinetti Provinciali e 195 Posti di Segnalamento e Documentazione.
| Ambito | Funzioni principali |
|---|---|
| Scena del crimine | Rilievi fotografici, planimetrici e raccolta di tracce (sangue, fibre, bossoli, impronte, DNA). |
| Analisi forensi | Esami dattiloscopici, balistici, biologici e genetici in laboratorio. |
| Identificazione | Foto-segnalamento, impronte digitali, sistemi AFIS e riconoscimento biometrico. |
| Supporto alle indagini | Collaborazione con Squadra Mobile, SCO, magistratura e altre forze di polizia. |
I Reparti Mobili: ordine pubblico e intervento su larga scala
I Reparti Mobili sono 15 e costituiscono unità specializzate per l’intervento in situazioni di ordine pubblico, eventi complessi ed emergenze. Dipendono dal Dipartimento della Pubblica Sicurezza e, sul piano organizzativo, dalla Direzione centrale per la Polizia Stradale, Ferroviaria, delle Comunicazioni e per i Reparti Speciali della Polizia di Stato.
La loro funzione è di supporto: intervengono a sostegno delle Questure e degli altri uffici territoriali quando serve un impiego consistente di personale, in occasione di manifestazioni, eventi sportivi, calamità o emergenze. La dislocazione strategica sul territorio nazionale è pensata per garantire tempi di intervento rapidi.
| Ambito | Funzioni principali |
|---|---|
| Manifestazioni pubbliche | Gestione di cortei, proteste, iniziative politiche e sindacali. |
| Eventi sportivi | Servizi di ordine pubblico negli stadi e in occasione di grandi incontri sportivi. |
| Disordini urbani | Intervento in caso di rivolte, scontri tra gruppi, situazioni di violenza collettiva. |
| Calamità naturali | Supporto alla popolazione e ad altri enti in caso di terremoti, alluvioni, emergenze nazionali. |
Dove si trovano i 15 Reparti Mobili
| Reparto | Sede | Nuclei | Poliziotti | Personale medico/tecnico-scientifico | Qualifica Dirigente |
|---|---|---|---|---|---|
| I Reparto Mobile | Roma | 7 | 684 | 21 | Dirigente superiore |
| II Reparto Mobile | Padova | 4 | 412 | 14 | Primo dirigente |
| III Reparto Mobile | Milano | 5 | 524 | 17 | Dirigente superiore |
| IV Reparto Mobile | Napoli | 5 | 524 | 16 | Dirigente superiore |
| V Reparto Mobile | Torino | 4 | 412 | 13 | Primo dirigente |
| VI Reparto Mobile | Genova | 4 | 412 | 11 | Primo dirigente |
| VII Reparto Mobile | Bologna | 4 | 412 | 11 | Primo dirigente |
| VIII Reparto Mobile | Firenze | 4 | 412 | 11 | Primo dirigente |
| IX Reparto Mobile | Bari | 3 | 295 | 10 | Primo dirigente |
| X Reparto Mobile | Catania | 3 | 295 | 12 | Primo dirigente |
| XI Reparto Mobile | Palermo | 3 | 295 | 15 | Primo dirigente |
| XII Reparto Mobile | Reggio Calabria | 3 | 295 | 11 | Primo dirigente |
| XIII Reparto Mobile | Cagliari | 2 | 206 | 9 | Primo dirigente |
| XIV Reparto Mobile | Senigallia | 2 | 205 | 10 | Vicequestore o Vicequestore aggiunto |
| XV Reparto Mobile | Taranto | 2 | 205 | 11 | Vicequestore o Vicequestore aggiunto |
Reparti Speciali e unità per interventi ad alto rischio
Qui serve una precisazione terminologica. La Polizia di Stato evita l’espressione Reparti Speciali per indicare i nuclei che intervengono in condizioni critiche, perché quel termine viene usato comunemente anche per reparti che svolgono attività di tipo specialistico senza operare necessariamente in situazioni di pericolo immediato. Le unità per interventi ad alto rischio sono quattro: il NOCS, Nucleo Operativo Centrale di Sicurezza, le UOPI, Unità Operative di Primo Intervento, gli artificieri e i tiratori scelti.
| Ambito | Funzioni principali |
|---|---|
| Antiterrorismo operativo | Interventi tattici contro gruppi o individui armati ad alta pericolosità. |
| Liberazione ostaggi | Operazioni complesse in caso di sequestri, dirottamenti, situazioni di barricamento. |
| Scorte speciali | Tutela di personalità particolarmente esposte a rischio. |
| Supporto a operazioni complesse | Intervento con equipaggiamenti e tecniche avanzate in contesti di eccezionale gravità. |
Il portale della Polizia di Stato indica 180 operatori artificieri, distinti in E.O.D. e I.E.D.D. Sul piano organizzativo, il Servizio Reparti Speciali coordina gli aspetti organizzativi e operativi dei Reparti Mobili e degli altri reparti speciali, mentre il NOCS rientra nelle competenze della Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione.
Il quadro delle unità specialistiche comprende anche i Reparti Volo con elicotteristi, le squadre nautiche con i sommozzatori, i reparti a cavallo, i reparti cinofili e il personale specializzato nella difesa NBCR.
Reparto Prevenzione Crimine
Il Reparto Prevenzione Crimine è la struttura impiegata nei servizi straordinari di controllo del territorio, a supporto delle Questure. Il numero comunemente riportato è di 20 reparti dislocati sul territorio, dato che non risulta confermato da una fonte istituzionale.
| Ambito | Funzioni principali |
|---|---|
| Controllo del territorio | Servizi straordinari di controllo in quartieri a rischio o su richiesta delle questure. |
| Contrasto alla criminalità | Attività mirate contro criminalità organizzata, spaccio, reati predatori. |
| Polizia giudiziaria | Supporto a indagini, perquisizioni, posti di blocco ad alto impatto. |
| Ricerca latitanti | Impiego in attività di rintraccio di soggetti pericolosi o ricercati. |
Non si entra in un reparto: le specialità sono assegnazioni d’impiego
È il punto più frainteso della materia. Il portale della Polizia di Stato è esplicito: le specialità sono incarichi specifici attribuiti al personale, non porte di ingresso dirette. Si entra nella Polizia di Stato, non nella Polizia Stradale o nella Polizia Scientifica.
La conseguenza pratica è che l’appartenenza al corpo e la destinazione d’impiego sono due passaggi distinti, con tempi e logiche diverse. Un bando di concorso riguarda l’ingresso nel ruolo, non l’assegnazione a un reparto determinato.
Su come avvenga poi concretamente l’assegnazione di sede e specialità dopo il corso di formazione, la documentazione pubblicata dalla Polizia di Stato non stabilisce un meccanismo descritto in modo puntuale. Meglio dirlo che ricostruire una procedura che nessuna fonte ufficiale endorsa: chi si informa per un concorso troverà i criteri applicabili nel bando di riferimento e negli atti dell’amministrazione, non in una regola generale valida per tutti i reparti.
Domande frequenti
Quali sono i reparti principali della Polizia di Stato?
La mappa comprende il Dipartimento della Pubblica Sicurezza, le Questure con Squadra Mobile, DIGOS e Divisione Anticrimine, le quattro specialità, la Polizia Scientifica e i Reparti Mobili. Accanto a queste articolazioni operano unità specialistiche come NOCS, UOPI, artificieri, tiratori scelti, reparti cinofili, nautici e a cavallo.
Quali sono i reparti speciali della Polizia di Stato?
Rientrano in questo insieme i Reparti Mobili, il NOCS, le UOPI, gli artificieri e i tiratori scelti. La classificazione va però tenuta distinta: NOCS, UOPI, artificieri e tiratori scelti sono indicati come unità per interventi ad alto rischio, mentre altre unità svolgono attività specialistiche senza operare necessariamente in situazioni critiche.
Quali sono le specialità della Polizia di Stato?
Le quattro specialità tradizionalmente indicate sono Polizia Stradale, Polizia Ferroviaria, Polizia di Frontiera e Polizia Postale e per la Sicurezza Cibernetica. La Polizia Scientifica e altre unità tecniche completano il quadro delle articolazioni specialistiche, ma la specialità non costituisce una porta d’ingresso autonoma.
Come si suddivide la Polizia di Stato?
Su tre piani. Quello centrale, con il Dipartimento della Pubblica Sicurezza e le direzioni; quello territoriale, con Questure e Commissariati; quello specialistico, con specialità e reparti dedicati a specifici ambiti operativi. Questa lettura evita di confondere gli uffici provinciali con le destinazioni specialistiche.
Qual è la gerarchia della Polizia di Stato?
Sul piano organizzativo il Dipartimento della Pubblica Sicurezza rappresenta il livello centrale, mentre il questore è l’autorità provinciale di pubblica sicurezza e dirige la Questura. Le singole articolazioni possono avere dipendenze funzionali o organizzative da direzioni e servizi centrali: è il caso delle Squadre Mobili rispetto al Servizio Centrale Operativo.
Come è organizzata territorialmente la Polizia di Stato?
La presenza territoriale ruota attorno alle Questure nei capoluoghi di provincia, guidate dal questore, e ai Commissariati che dipendono dalle Questure. Si aggiungono gli uffici periferici delle specialità, le 106 Squadre Mobili e le 8 Zone di Polizia di Frontiera.
Quando è nata la Polizia di Stato?
Le origini risalgono all’11 luglio 1852, con l’istituzione del Corpo delle Guardie di Pubblica Sicurezza. L’assetto attuale come forza a ordinamento civile deriva invece dalla riforma del 1981, ricordata ogni 10 aprile con la Festa della Polizia.
Come si accede a un reparto della Polizia di Stato?
Si entra nella Polizia di Stato: le specialità sono destinazioni d’impiego e non porte d’ingresso autonome. Il meccanismo con cui vengono assegnate sede e specialità dopo il corso non è descritto in modo puntuale nella documentazione pubblicata dall’amministrazione, quindi non va inteso come una procedura certa e uniforme.
Fonti
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