Diventare commissario della Polizia di Stato significa entrare nella carriera dei funzionari, cioè nella componente direttiva e dirigenziale del Corpo. L’accesso non avviene per anzianità di servizio, ma tramite un concorso pubblico per titoli ed esami aperto ai cittadini in possesso di una laurea a contenuto giuridico e sotto un preciso limite di età.
Questa guida mette in fila le informazioni che servono davvero prima di decidere: cosa fa un commissario, come è strutturata la carriera dei funzionari, quali sono i requisiti di laurea e di età, come funziona il concorso e la domanda online, dove avviene la formazione e quali sono le differenze con il ruolo degli ispettori.
Chi è il commissario nella Polizia di Stato

Il commissario svolge funzioni direttive: comando, coordinamento e gestione di uffici e reparti operativi della Polizia di Stato. È una figura che decide, organizza il lavoro degli altri e risponde dei risultati, non un profilo esecutivo.
La Polizia di Stato dipende dal Dipartimento della pubblica sicurezza, attraverso il quale il Ministero dell’Interno, autorità nazionale di pubblica sicurezza, gestisce ordine pubblico e sicurezza sul territorio. Il Corpo è articolato su tre macro-livelli: commissari, ispettori e vice ispettori, agenti. Il livello dei commissari è quello direttivo e di coordinamento operativo.
Cosa fa concretamente un commissario
L’attività di un commissariato si muove su tre binari: la sicurezza, cioè le operazioni legate alla prevenzione dei reati; la polizia giudiziaria, cioè le attività volte all’individuazione dell’autore del reato e alla repressione della condotta criminale; le attività amministrative, cioè la gestione delle pratiche non penali.
Tra le responsabilità del commissario rientrano la qualifica di ufficiale di pubblica sicurezza e quella di ufficiale di polizia giudiziaria, la direzione e il coordinamento delle unità e del personale sottoposto, la capacità decisionale negli ambiti spettanti al ruolo e la capacità di intervento sul territorio.
Un ruolo che si raggiunge per concorso
Questo è il punto che più spesso genera confusione. La qualifica di commissario non è il traguardo di una progressione interna basata sugli anni di servizio: si entra nella carriera dei funzionari superando un concorso pubblico per titoli ed esami, come indicato dalla pagina istituzionale della Polizia di Stato dedicata al profilo di commissario. Chi già lavora nel Corpo può partecipare, ma la porta d’ingresso resta la procedura concorsuale.
La carriera dei funzionari e le sue otto qualifiche
La carriera dei funzionari della Polizia di Stato è strutturata su un percorso progressivo che comprende otto qualifiche. Il percorso inizia con il vice commissario e culmina con il dirigente generale di pubblica sicurezza: questa articolazione è definita dall’articolo 1 del d.lgs. 334/2000.
Le pagine istituzionali indicano gli estremi del percorso e il numero complessivo delle qualifiche, senza dettagliare una per una tutte le posizioni intermedie. Il riferimento normativo utile resta quindi il d.lgs. 334/2000, che disciplina il riordino dei ruoli direttivi e dirigenziali. La progressione tra le qualifiche avviene attraverso procedure interne e concorsi, a seconda dei regolamenti applicabili e delle esigenze dell’amministrazione.
Nei ruoli direttivi e dirigenziali i funzionari rivestono la qualifica di ufficiale di pubblica sicurezza, ai sensi dell’articolo 39 dello stesso decreto. È un elemento che spiega bene la natura del ruolo: il funzionario non si limita a coordinare personale, esercita poteri propri in materia di pubblica sicurezza.
A quale grado corrisponde il commissario di Polizia
Le qualifiche dei funzionari di polizia vengono spesso lette in parallelo con i gradi degli ufficiali delle forze armate e degli altri corpi. Il commissario si colloca nella fascia degli ufficiali inferiori, mentre il commissario capo corrisponde all’area di capitano e primo capitano.
| Arma dei Carabinieri | Guardia di Finanza | Polizia di Stato | Polizia penitenziaria |
|---|---|---|---|
| generale di corpo d’armata comandante generale | generale di corpo d’armata comandante generale | capo della polizia | capo del dipartimento dell’amministrazione penitenziaria (dalla magistratura) |
| generale di corpo d’armata | generale di corpo d’armata | prefetto | vice capo dipartimento |
| generale di divisione | generale di divisione | dirigente generale (questore in sedi rilevanti) | dirigente generale penitenziario |
| generale di brigata | generale di brigata | dirigente superiore (questore) | dirigente superiore penitenziario |
| colonnello | colonnello | primo dirigente (vicario del questore) | primo dirigente penitenziario |
| tenente colonnello | tenente colonnello | vicequestore | commissario coordinatore superiore |
| maggiore | maggiore | vicequestore aggiunto | commissario coordinatore penitenziario |
| primo capitano / capitano | primo capitano / capitano | commissario capo | commissario capo penitenziario |
| tenente | tenente | commissario | commissario penitenziario |
| sottotenente | sottotenente | vice commissario | vice commissario penitenziario |
| allievo ufficiale | allievo ufficiale | nessuna qualifica equivalente | nessuna qualifica equivalente |
Note: la qualifica di primo capitano è poco utilizzata ed è riservata ai capitani con 12 anni di anzianità nel grado non promossi a maggiore. L’allievo ufficiale è inquadrato come militare di truppa.
Commissario, vice commissario e vice ispettore: percorsi diversi
Chi si informa per la prima volta rischia di sovrapporre figure che appartengono a mondi separati. Il commissario appartiene alla carriera dei funzionari; il vice ispettore appartiene al ruolo degli ispettori. Sono due traiettorie professionali distinte, con requisiti e procedure di accesso differenti.
La confusione più frequente riguarda i nomi. Il vice commissario è la prima qualifica della carriera dei funzionari e non ha niente a che vedere con il vice ispettore, che si colloca in un ruolo diverso e in una fascia gerarchica inferiore. Non esiste quindi una scala unica in cui l’ispettore diventa commissario con il passare degli anni: sono percorsi paralleli.
Vanno tenuti fuori dal confronto anche i profili tecnici. I commissari tecnici seguono concorsi e percorsi dedicati, distinti da quelli previsti per il commissario della carriera ordinaria dei funzionari, che è l’oggetto di questa guida.
Per un laureato in Giurisprudenza la scelta è concreta: il concorso per commissari valorizza il titolo magistrale e apre direttamente su funzioni direttive, mentre l’accesso al ruolo degli ispettori risponde a requisiti e finalità diverse. Chi punta alla carriera dei funzionari deve ragionare sul limite di età, perché è il vincolo più rigido di tutta la procedura.
Requisiti per diventare commissario della Polizia di Stato
I requisiti sono di tre tipi: titolo di studio, condizioni generali e idoneità, limite anagrafico. Mancarne uno alla data di scadenza del bando comporta l’esclusione, quindi vanno verificati prima di iniziare a studiare.
Il titolo di studio: laurea magistrale o specialistica a contenuto giuridico
Serve una laurea magistrale o laurea specialistica a contenuto giuridico, conseguita presso un’università della Repubblica italiana o un istituto di istruzione universitario equiparato. Non sono ammessi i titoli triennali.
Secondo la pagina istituzionale della Polizia di Stato dedicata al commissario, si considerano a contenuto giuridico, tra le lauree individuate con i decreti ministeriali adottati in attuazione dell’articolo 4, comma 2, del regolamento approvato con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca 22 ottobre 2004, n. 270:
- la laurea magistrale a ciclo unico in giurisprudenza (LMG/01);
- la laurea specialistica in giurisprudenza (22/S);
- la laurea specialistica in teoria e tecniche della normazione e dell’informazione giuridica (102/S).
Sono ammessi anche i diplomi di laurea equipollenti ai titoli elencati. Chi ha un percorso atipico o un titolo conseguito all’estero deve verificare l’equiparazione prima della scadenza, perché la valutazione non si improvvisa nelle ultime ore utili.
Requisiti generali e idoneità
La pagina istituzionale del profilo elenca quattro condizioni generali: cittadinanza italiana; godimento dei diritti civili e politici; qualità di condotta previste dall’articolo 26 della legge 1° febbraio 1989, n. 53, con accertamento dell’attuale o pregressa sottoposizione a misure di prevenzione o di sicurezza; efficienza fisica, idoneità psichica e attitudinale all’espletamento dei compiti connessi alla qualifica.
Quest’ultimo requisito si traduce, in sede di concorso, negli accertamenti psico-fisici, negli accertamenti attitudinali e nelle prove di efficienza fisica. Non sono formalità: sono fasi con esito di idoneità o inidoneità, e l’inidoneità chiude la partecipazione indipendentemente dai punteggi ottenuti negli esami.
Il limite di età: trent’anni non compiuti
Il candidato deve aver compiuto il diciottesimo anno di età e non aver compiuto il trentesimo anno di età alla data di scadenza del bando, fatta salva l’elevazione dei limiti prevista dalla normativa vigente.
Le elevazioni non sono un dettaglio marginale. Il limite può essere aumentato fino a un massimo di tre anni in relazione all’effettivo servizio militare prestato; per gli appartenenti ai ruoli dell’Amministrazione civile dell’interno il limite indicato è di 35 anni; per il personale già appartenente alla Polizia di Stato che partecipa al concorso il limite di età non opera. Poiché queste condizioni sono definite bando per bando, il testo pubblicato resta l’unico riferimento affidabile.
Il concorso pubblico per titoli ed esami
L’accesso alla carriera dei funzionari avviene tramite un concorso pubblico per titoli ed esami. La formula significa che alla valutazione delle prove si somma quella dei titoli posseduti dal candidato, con il concorso di entrambe le componenti nella formazione della graduatoria finale.
Le edizioni recenti
L’ultima edizione documentata è il concorso per l’assunzione di 220 commissari della carriera dei funzionari della Polizia di Stato, indetto con decreto del 17 aprile 2026, codice concorso CO20261. Secondo il Portale unico del reclutamento inPA, le domande potevano essere presentate dalle ore 00.00 del 21 aprile 2026 alle ore 23.59 del 20 maggio 2026.
Le edizioni precedenti pubblicate dalla Polizia di Stato aiutano a capire la cadenza della procedura:
- decreto del 28 marzo 2025: 196 posti, scadenza delle domande il 1° maggio 2025, codice concorso CO20251;
- decreto del 25 gennaio 2024: 196 posti, scadenza delle domande il 24 febbraio 2024, codice concorso CO20241.
Tre bandi in tre anni consecutivi indicano una periodicità annuale piuttosto stabile, ma nessun atto ufficiale annuncia in anticipo la data del bando successivo. Non esistono quindi calendari attendibili per le edizioni oltre il 2026: la sola strada è monitorare la sezione concorsi della Polizia di Stato e il portale inPA.
Le prove del concorso
Il bando definisce nel dettaglio l’articolazione delle prove. Nella struttura tipica di questo tipo di concorso pubblico, un numero elevato di domande può rendere necessaria una prova preselettiva con quesiti a risposta multipla, seguita dalle prove d’esame in forma di prova scritta e di prova orale, dagli accertamenti dell’efficienza fisica, dagli accertamenti psico-fisici e dagli accertamenti attitudinali.
La prova scritta misura la capacità di costruire un ragionamento giuridico ordinato su materie di diritto; la prova orale verifica la solidità della preparazione e la capacità di esposizione davanti alla commissione. Poiché il punteggio dei titoli si somma a quello degli esami, la graduatoria finale premia chi arriva alla prova orale con un margine già costruito nelle fasi precedenti.
L’articolo 12 del bando disciplina le prove ginnico-atletiche, da superare in sequenza. Due dei parametri previsti, distinti per uomini e donne:
| Prova | Uomini | Donne |
|---|---|---|
| Corsa 1.000 m | 4’10” | 5’10” |
| Salto in alto (max 3 tentativi) | 1,20 m | 1,00 m |
Sui punteggi massimi attribuibili ai titoli di studio e professionali, sul numero di prove scritte e sull’elenco esatto delle materie della prova orale, il testo del bando è la sola fonte da usare: cambia da un’edizione all’altra e va letto integralmente prima di impostare lo studio.
Quanto è selettivo
Il rapporto tra domande presentate e posti disponibili non viene comunicato all’apertura del bando, e per l’edizione 2026 non risultano dati pubblici sul numero di partecipanti. Restano però due elementi oggettivi: il numero di posti, contenuto rispetto alla platea potenziale di laureati in Giurisprudenza sotto i trent’anni, e la presenza di una prova preselettiva e di più fasi eliminatorie. È un percorso lungo, che richiede una preparazione giuridica strutturata e non un ripasso dell’ultimo mese.
Come presentare la domanda di partecipazione
La domanda per il concorso pubblico si presenta esclusivamente online, attraverso la procedura informatica della Polizia di Stato disponibile all’indirizzo concorsionline.poliziadistato.it, selezionando la tipologia “Concorso pubblico”. Alla stessa procedura si accede, tramite apposito link, anche dal Portale unico del reclutamento inPA, dove il bando viene pubblicato.
Vale la pena distinguere i due canali. Il concorso pubblico è rivolto ai cittadini italiani in possesso dei requisiti prescritti e il bando è pubblicato su inPA; il concorso interno è riservato al personale appartenente alla Polizia di Stato e viene pubblicato nel Bollettino ufficiale del personale del Ministero dell’Interno.
Per accedere alla procedura serve un sistema di autenticazione digitale: identità SPID oppure CIE (Carta di identità elettronica) attraverso il sistema “Entra con CIE”. Lo SPID è il sistema pubblico di identità digitale che consente l’accesso ai servizi online della pubblica amministrazione con credenziali uniche; per ottenerlo occorrono un documento di identità valido, la tessera sanitaria con il codice fiscale, un indirizzo e-mail e un numero di cellulare di uso quotidiano.
Serve inoltre un indirizzo PEC personale per ricevere le comunicazioni relative al concorso; il personale della Polizia di Stato può utilizzare l’indirizzo di posta elettronica istituzionale. Due suggerimenti pratici: attivare SPID o CIE e la PEC prima dell’apertura della finestra, e non attendere le ultime ore utili, perché la scadenza è fissata al minuto e non ammette proroghe informali.
La formazione alla Scuola Superiore di Polizia

Superato il concorso, i vincitori affrontano un percorso formativo presso la Scuola Superiore di Polizia, che ha sede a Roma. È l’istituto di riferimento per la preparazione dei funzionari della Polizia di Stato, dove i neo vice commissari ricevono l’addestramento teorico e pratico necessario al servizio.
La Scuola si presenta come un laboratorio di saperi professionali, aperto ai contributi del mondo giudiziario, amministrativo e della comunicazione. Ha partnership interistituzionali con atenei universitari, che conferiscono valore accademico ai percorsi formativi, e relazioni consolidate con scuole di polizia straniere per l’alta formazione in proiezione internazionale.
La sua missione, come descritta dalla stessa Polizia di Stato, è destinare alle articolazioni centrali e periferiche dell’Amministrazione funzionari con una preparazione multidisciplinare: dalle discipline teorico-giuridiche e professionali alla preparazione tecnico-operativa e sportiva.
Un chiarimento utile: la Scuola Superiore di Polizia non è una via alternativa al concorso. Non ci si iscrive come a un’università. Si accede al corso solo dopo aver superato il concorso pubblico per titoli ed esami, ed è la fase che precede l’assegnazione alla prima sede di servizio.
Quanto guadagna un commissario della Polizia di Stato
Il trattamento economico dei funzionari della Polizia di Stato è definito dalla contrattazione del comparto sicurezza-difesa e si compone di una parte fissa e di una parte accessoria. Lo stipendio base lordo annuo di un commissario si colloca in una fascia indicativa compresa tra 29.000 e 29.500 euro.
I valori mensili indicativi dello stipendio base, per le prime qualifiche della carriera, sono i seguenti.
| Grado | Stipendio Mensile |
|---|---|
| Vice Commissario | € 1.968 |
| Commissario | € 2.129 |
| Commissario Capo | € 2.165 |
Lo stipendio medio di un Commissario di Polizia è poco più di 2.000€ mensili. A questi importi base possono aggiungersi indennità operative, straordinari e altri emolumenti accessori legati al servizio.
Sono importi da leggere come punto di partenza. Il progresso economico segue la progressione nelle qualifiche della carriera dei funzionari, che dal vice commissario può arrivare fino al dirigente generale di pubblica sicurezza, e dipende dalle indennità connesse agli incarichi effettivamente svolti.
Il prossimo passo concreto
Se hai una laurea LMG/01, 22/S o 102/S e non hai ancora compiuto trent’anni, l’azione più utile ora non è comprare materiale di studio: è verificare i tre elementi che possono escluderti, cioè il titolo, l’età alla scadenza e i requisiti generali di condotta e idoneità.
Fatto questo, attiva SPID o CIE e una PEC personale, e imposta un controllo periodico della sezione concorsi del sito della Polizia di Stato e del portale inPA. Quando il bando esce, la finestra di presentazione della domanda è di poche settimane: nel 2026 si è chiusa il 20 maggio, un mese dopo il decreto di indizione. Chi arriva preparato sul piano amministrativo può dedicare quel tempo allo studio, invece che alla rincorsa dei documenti.
Domande frequenti
Che cosa fa il commissario della Polizia di Stato?
Svolge funzioni direttive: comando, coordinamento e gestione di uffici e reparti operativi. Le sue responsabilità riguardano la pubblica sicurezza, la polizia giudiziaria, la direzione del personale e l’intervento sul territorio, con la qualifica di ufficiale di pubblica sicurezza e di ufficiale di polizia giudiziaria.
Come si diventa commissario della Polizia di Stato?
Si accede tramite un concorso pubblico per titoli ed esami. Tra i requisiti servono una laurea magistrale o specialistica a contenuto giuridico e il rispetto del limite anagrafico previsto dal bando. Dopo il concorso, i vincitori frequentano il corso di formazione alla Scuola Superiore di Polizia.
A quale ruolo corrisponde il commissario di Polizia?
Il commissario appartiene alla carriera dei funzionari della Polizia di Stato, distinta dal ruolo degli ispettori. Non è una qualifica che si ottiene per anzianità: l’accesso passa da un concorso specifico per titoli ed esami.
Quali sono i requisiti per diventare commissario?
Cittadinanza italiana, godimento dei diritti civili e politici, qualità di condotta previste dalla normativa, efficienza fisica e idoneità psichica e attitudinale, una laurea magistrale o specialistica a contenuto giuridico e un’età inferiore ai trent’anni alla scadenza del bando, salvo le elevazioni previste dalla normativa vigente.
Quale laurea è necessaria per diventare commissario di Polizia?
Una laurea magistrale o specialistica a contenuto giuridico. Le classi indicate dalla pagina istituzionale della Polizia di Stato sono LMG/01 (giurisprudenza a ciclo unico), 22/S (giurisprudenza specialistica) e 102/S (teoria e tecniche della normazione e dell’informazione giuridica), oltre ai diplomi di laurea equipollenti.
Quali sono i codici dei concorsi per commissario di Polizia?
L’ultima edizione documentata ha codice CO20261. Le edizioni precedenti pubblicate dalla Polizia di Stato sono associate ai codici CO20251 e CO20241.
C’è un concorso per commissario della Polizia di Stato nel 2026?
Sì. Il concorso è stato indetto con decreto del 17 aprile 2026 per 220 commissari, con codice CO20261 e domande aperte fino al 20 maggio 2026. Nessun atto ufficiale indica finora la data di un bando successivo a questa edizione.
Come si presenta la domanda per il concorso da commissario?
Esclusivamente online, attraverso la procedura informatica della Polizia di Stato, raggiungibile anche dal Portale unico del reclutamento inPA. Per l’autenticazione servono SPID o CIE; è inoltre richiesto un indirizzo PEC personale per ricevere le comunicazioni relative al concorso.
Quali sono i funzionari della Polizia di Stato?
La carriera dei funzionari comprende otto qualifiche e va dal vice commissario al dirigente generale di pubblica sicurezza, secondo l’articolo 1 del d.lgs. 334/2000. Nei ruoli direttivi e dirigenziali i funzionari rivestono la qualifica di ufficiale di pubblica sicurezza.
Chi è più alto in grado, l’ispettore o il commissario?
Non esiste una sola scala percorribile per anzianità. Il commissario appartiene alla carriera dei funzionari, il vice ispettore al ruolo degli ispettori: sono percorsi distinti, con requisiti e procedure di accesso differenti. Il vice commissario, prima qualifica dei funzionari, non va confuso con il vice ispettore.

Fonti
- Concorso pubblico, per titoli ed esami, per l’assunzione di 220 commissari della – poliziadistato.it
- BENVENUTO nel portale della POLIZIA DI STATO per la presentazione della domanda – concorsionline.poliziadistato.it
- Concorso pubblico, per titoli ed esami, per l’assunzione di 196 commissari della – inpa.gov.it
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